20 Aug 2014 22:07 | 0 notes | Reblog
"When sleep enters the body like smokeand man journeys into the abyss like an extinguished star that is lighted elsewhere,then all quarrel ceases,overworked nag that has tossed the nightmare gripof its rider.”

"When sleep enters the body like smoke
and man journeys into the abyss
 
like an extinguished star that is lighted elsewhere,
then all quarrel ceases,
overworked nag that has tossed the nightmare grip
of its rider.”

20 Aug 2014 22:04 | 0 notes | Reblog
"Plead, Sleep, my cause, and make her soft like thee,
That she in peace may wake and pity me."
20 Aug 2014 22:03 | 0 notes | Reblog
"Mai io dormo, perché il sonno è il cugino della morte."

"Mai io dormo, perché il sonno è il cugino della morte."

20 Aug 2014 21:59 | 0 notes | Reblog
Come potrebbe apparirvi la creatura più ignota nei vostri sogni? Sarebbe una donna bellissima oppure una piccola ragazza indifesa?Qualsiasi cosa vedete nei vostri sogni è un messaggio, un segreto o una colpa che vuole farsi viva.Le cose che nascondete, i fantasmi che scacciate e gli scheletri che nascondete torneranno a tormentarvi nei sogni come se aveste fatto un torto alla persona più vendicativa e perversa del mondo.Mi sto dilungando troppo, vorrei avvertirvi prima che possa accadervi qualcosa mentre non siete coscienti.Non fidatevi mai di ciò che vedete, potrebbe essere buono ciò che non lo appare e potrebbe essere micidiale il viso di una ragazzina impaurita.Diffidate, o colpevoli, delle apparenze.Avrò molti volti e molte forme, ma mai gli occhi cambieranno, prestate attenzione a essi poiché potrebbero essere l’ultima cosa che vedrete prima di svanire per sempre, inghiottiti dal vostro stesso sonno.

Come potrebbe apparirvi la creatura più ignota nei vostri sogni? 
Sarebbe una donna bellissima oppure una piccola ragazza indifesa?
Qualsiasi cosa vedete nei vostri sogni è un messaggio, un segreto o una colpa che vuole farsi viva.
Le cose che nascondete, i fantasmi che scacciate e gli scheletri che nascondete torneranno a tormentarvi nei sogni come se aveste fatto un torto alla persona più vendicativa e perversa del mondo.

Mi sto dilungando troppo, vorrei avvertirvi prima che possa accadervi qualcosa mentre non siete coscienti.
Non fidatevi mai di ciò che vedete, potrebbe essere buono ciò che non lo appare e potrebbe essere micidiale il viso di una ragazzina impaurita.
Diffidate, o colpevoli, delle apparenze.

Avrò molti volti e molte forme, ma mai gli occhi cambieranno, prestate attenzione a essi poiché potrebbero essere l’ultima cosa che vedrete prima di svanire per sempre, inghiottiti dal vostro stesso sonno.

20 Aug 2014 21:58 | 0 notes | Reblog
Chamael le aveva fatto un dono con il quale poteva finalmente stare con lui per sempre. Aveva atteso così a lungo e ora si guardava allo specchio ed era un’altra. I ricordi la portarono al passato dove era sua madre quella che ora vedeva allo specchio. Si sentiva strana, non era più una ragazzina, ora era una donna e aveva lo stesso identico aspetto di Magdalene. Sospirò e si passò un dito sul viso e poi sulle labbra che però non erano cambiate molto visto che comunque restava sua figlia. Da Magdalene aveva ereditato da subito l’eleganza nei modi e un certo fascino dello sguardo, sebbene piuttosto timido e fuggente.
Sorrise al suo riflesso, ora si sentiva donna e avrebbe potuto sbocciare come un fiore a primavera. Avrebbe indossavo vestiti eleganti e ogni cosa che più la aggradava. Poteva essere una regina anche se ancora un po’ di confusione le annebbiava la mente.Si rivestì in fretta, non voleva che qualcuno potesse entrare e vederla intenta a rimirarsi così nuda davanti allo specchio. Era molto più alta e avrebbe dovuto cambiare il suo guardaroba, i vecchi vestiti erano un bel ricordo, li avrebbe tenuti, ma ora poteva scegliere cosa voleva e finalmente essere libera di sentirsi bella e grande.

Chamael le aveva fatto un dono con il quale poteva finalmente stare con lui per sempre. Aveva atteso così a lungo e ora si guardava allo specchio ed era un’altra. I ricordi la portarono al passato dove era sua madre quella che ora vedeva allo specchio. Si sentiva strana, non era più una ragazzina, ora era una donna e aveva lo stesso identico aspetto di Magdalene. Sospirò e si passò un dito sul viso e poi sulle labbra che però non erano cambiate molto visto che comunque restava sua figlia. Da Magdalene aveva ereditato da subito l’eleganza nei modi e un certo fascino dello sguardo, sebbene piuttosto timido e fuggente.

Sorrise al suo riflesso, ora si sentiva donna e avrebbe potuto sbocciare come un fiore a primavera. Avrebbe indossavo vestiti eleganti e ogni cosa che più la aggradava. Poteva essere una regina anche se ancora un po’ di confusione le annebbiava la mente.
Si rivestì in fretta, non voleva che qualcuno potesse entrare e vederla intenta a rimirarsi così nuda davanti allo specchio. Era molto più alta e avrebbe dovuto cambiare il suo guardaroba, i vecchi vestiti erano un bel ricordo, li avrebbe tenuti, ma ora poteva scegliere cosa voleva e finalmente essere libera di sentirsi bella e grande.
20 Aug 2014 21:57 | 0 notes | Reblog
C’è una cosa che lega i morti ai vivi e sono i sogni.Gli occhi di quell’uomo ancora la facevano rigirare in ogni luogo dove si sedesse o sdraiasse per riprendere sonno.Le aveva detto molte cose e ancora non riusciva a pensare ad altro.Si alzò dal letto e cominciò a camminare su quelle pietre millenarie scure e tiepide.I muri alti e avvolti dalla penombra sembravano la culla della Calma e della Pace. Lui era gentile e la guardava come una perla rara.Pensando a tutto questo sorrise tra sé e sé. Si affacciò sulla grande porta che dava alla sala del trono e lo vide là seduto mentre si occupava di qualche ospite venuto da lontano.Aveva i capelli scuri e lo sguardo infuocato, i suoi modi non erano eleganti, ma nella sua forza c’era tenerezza, almeno nei suoi confronti.Forse era sbagliato quello che provava guardandolo di nascosto, in fondo era solo una ragazzina che ancora non controllava i suoi sentimenti.Lui si era preso cura di lei e ora la custodiva come una principessa, lontano da quel padre che voleva farle del male e dalla madre che le raccontava solo bugie.Lui ora si era alzato di scatto e per paura si era chinata e ora poggiava la schiena al muro.Si era stancata molto in quei giorni senza sonno, era stanca ma dormire avrebbe significato finire ancora in quel mondo altrui.Si alzò a fatica e proseguì tra i corridoi del castello fino a spingere una grande e pesante porta di legno con inserti in metallo e si richiuse subito al suo interno. Le era permesso andare ovunque, persino nella sua camera. Lì era sicura che nessuno la avrebbe disturbata, c’era il suo profumo ovunque. Si ripeteva sempre che era stupendo amare una persona, anche solo di nascosto ed era viscerale il piacere di amare qualcuno di proibito.Nulla era mai stato così proibito.Era il frutto dell’Eden, era giocare con il fuoco, restare in piedi in cima a un dirupo, era fare il bagno in un mare in tempesta.Segretamente si struggeva e lo immaginava tutto per sé, seduta con lui su quel trono, compagna immortale in quel castello. Per lei i sogni erano questi, non quelli che era costretta a fare mentre cadeva dormiente.C’è una cosa che lega i morti ai vivi e sono i sogni.I sogni possono divenire presto degli incubi trascinandovi in una realtà che il vostro cervello non legge ma è ben vicina a quello che più vi disturba e vi tormenta.Quello che ripudiate nella veglia vi prenderà di notte nei vostri sogni come un cane rabbioso per troppo tempo tenuto alla catena.Io sono quel cane rabbioso, sono una Batibat, il mio volere si scinde da me quando sono nel vostro passato criptico, potreste vedermi come voi da bambini o come la vostra moglie defunta, oppure semplicemente come una ragazzina con un bel cappuccio calato sugli occhi.C’è chi dice che la morte sia spaventosa, altri dicono che la morte sia bellissima, tutti coloro che sono entrati al castello per salutare il mio Chamael hanno giurato che la morte dovrebbe avere il colore dei miei occhi.
C’è una cosa che lega i morti ai vivi e sono i sogni.

Gli occhi di quell’uomo ancora la facevano rigirare in ogni luogo dove si sedesse o sdraiasse per riprendere sonno.
Le aveva detto molte cose e ancora non riusciva a pensare ad altro.
Si alzò dal letto e cominciò a camminare su quelle pietre millenarie scure e tiepide.
I muri alti e avvolti dalla penombra sembravano la culla della Calma e della Pace. Lui era gentile e la guardava come una perla rara.
Pensando a tutto questo sorrise tra sé e sé. 
Si affacciò sulla grande porta che dava alla sala del trono e lo vide là seduto mentre si occupava di qualche ospite venuto da lontano.
Aveva i capelli scuri e lo sguardo infuocato, i suoi modi non erano eleganti, ma nella sua forza c’era tenerezza, almeno nei suoi confronti.
Forse era sbagliato quello che provava guardandolo di nascosto, in fondo era solo una ragazzina che ancora non controllava i suoi sentimenti.
Lui si era preso cura di lei e ora la custodiva come una principessa, lontano da quel padre che voleva farle del male e dalla madre che le raccontava solo bugie.
Lui ora si era alzato di scatto e per paura si era chinata e ora poggiava la schiena al muro.
Si era stancata molto in quei giorni senza sonno, era stanca ma dormire avrebbe significato finire ancora in quel mondo altrui.
Si alzò a fatica e proseguì tra i corridoi del castello fino a spingere una grande e pesante porta di legno con inserti in metallo e si richiuse subito al suo interno. Le era permesso andare ovunque, persino nella sua camera. Lì era sicura che nessuno la avrebbe disturbata, c’era il suo profumo ovunque. 
Si ripeteva sempre che era stupendo amare una persona, anche solo di nascosto ed era viscerale il piacere di amare qualcuno di proibito.
Nulla era mai stato così proibito.
Era il frutto dell’Eden, era giocare con il fuoco, restare in piedi in cima a un dirupo, era fare il bagno in un mare in tempesta.
Segretamente si struggeva e lo immaginava tutto per sé, seduta con lui su quel trono, compagna immortale in quel castello. Per lei i sogni erano questi, non quelli che era costretta a fare mentre cadeva dormiente.

C’è una cosa che lega i morti ai vivi e sono i sogni.
I sogni possono divenire presto degli incubi trascinandovi in una realtà che il vostro cervello non legge ma è ben vicina a quello che più vi disturba e vi tormenta.
Quello che ripudiate nella veglia vi prenderà di notte nei vostri sogni come un cane rabbioso per troppo tempo tenuto alla catena.
Io sono quel cane rabbioso, sono una Batibat, il mio volere si scinde da me quando sono nel vostro passato criptico, potreste vedermi come voi da bambini o come la vostra moglie defunta, oppure semplicemente come una ragazzina con un bel cappuccio calato sugli occhi.
C’è chi dice che la morte sia spaventosa, altri dicono che la morte sia bellissima, tutti coloro che sono entrati al castello per salutare il mio Chamael hanno giurato che la morte dovrebbe avere il colore dei miei occhi.